Parliamo di vendemmia 2016

Enologo Vittorio Garda

Le vendemmie, dall’epoca della mezza luna fertile, sono state tutte diverse.
Questa frase testimonia come un processo che può sembrare totalmente standardizzato in realtà non lo può essere. Questo dipende da ciò che troviamo all’interno del grappolo a seguito di una campagna caratterizzata dagli agenti atmosferici e dal lavoro manuale del viticoltore.
Per farla breve pur che l’Erbaluce sia sempre Erbaluce ogni anno avremo valori analitici più o meno bizzarri, più o meno piacevoli, più o meno gestibili; fortuna direbbe qualcuno, o sfiga, fatto sta che è questo il bello della viti-vinicoltura.
L’annata 2016 si è caratterizzata da mosti decisamente colorati causa il sole intenso nel periodo finale della maturazione. Così le ottime gradazioni alcoliche che, come per il 2015, permetteranno di avere un vino bianco superiore ai 12° per i vini base e abbondantemente superiore ai 13° per le selezioni. Il quadro acido, invece, è stato abbastanza insolito in quanto nonostante gli accumuli termici importanti si sono ritrovati nei grappoli acidità medio alte. Questo parametro ci aiuta nella preparazione dell’Erbaluce in quanto l’acidità stessa che rappresenta lo scheletro del vino bianco consente di affinare efficacemente il vino, donargli complessità aromatica e garantendone la mineralità.
Per quanto riguarda i rossi valgono i medesimi principi: ottimi alcol (sfioreremo i 14° per le selezioni). E le acidità? Verranno smussate decisamente grazie alla fermentazione malolattica (già svolta sulle selezioni) mentre l’affinamento aggiuntivo gli donerà ulteriore piacevolezza. E’ proprio da questa annata che abbiamo deciso di portare ad un affinamento minimo di un anno tutti i vini per garantire sempre maggior equilibrio fra i sensi. Grande annata anche per il passito: con l’importante raccolta di circa 40 quintali di uva che sta ancora appassendo in cassetta produrremo un ottimo mosto. Il passito, per essere un grande vino quale la sua storia pretende, necessita di elevata acidità così come alta concentrazione in zuccheri; l’annata 2015/2016 ne sarà l’esempio.

Articolo a cura di Vittorio Garda

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