Un vigneto, una bottiglia, un esempio! Vigneto Cariola e il suo vino Ramblè.

Con la vendemmia 2017 si è concluso il secondo anno di conduzione interamente biologica del vigneto “Cariola”, gestito dai soci della cooperativa.

Si tratta di un vigneto di 2 ettari situato su un terreno acclive del comune di Piverone con un’ottima esposizione a sud ovest. Le viti sono allevate per la maggior parte  a pergola ma è presente anche qualche filare  con forma di allevamento a guyot.  Questo vigneto è da sempre dedicato a sperimentazione di tecniche colturali innovative.

La gestione biologica di questo appezzamento ha riguardato  in primo luogo il cambiamento della tipologia di prodotti utilizzata per la difesa fitosanitaria; si è proceduto all’eliminazione dei principi attivi convenzionali, sostituendoli con prodotti adatti alla tipologia di gestione adottata. Altri cambiamenti hanno riguardato l’eliminazione del diserbo chimico sulla fila sostituito dalla scerbatura meccanica e l’intensificazione delle pratiche di gestione della chioma in estate; in particolare, si è posta maggiore attenzione all’eliminazione delle foglie in eccesso che ostacolano la circolazione dell’aria ed il passaggio della luce favorendo lo sviluppo di malattie fungine. Tutte queste operazioni hanno consentito da un lato di creare delle condizioni colturali che riducessero la pressione degli agenti patogeni favorendo l’azione dei prodotti fitosanitari utilizzati per la difesa (che hanno senz’altro un effetto meno incisivo dei principi attivi convenzionali) e dall’altro di ridurre l’impatto ambientale e di ottenere un prodotto privo di residui chimici. L’impatto ambientale è infatti stato diminuito oltre che dall’utilizzo di antiparassitari di origine naturale anche dalla scelta di prodotti innovativi, ad esempio preparati con basso contenuto di rame, i quali abbassano il rischio di accumulo di questo metallo pesante nel terreno dei vigneti ed influiscono meneno sulle caratteri

Le perplessità iniziali sul percorso da intraprendere sono state prontamente dissipate dai risultati eccezionali ottenuti sia grazie alla posizione particolarmente vocata del vigneto sia dalle attente operazioni colturali. Le uve prodotte hanno presentato sempre caratteristiche sanitarie e qualitative paragonabili o superiori a quelle ottenute con pratiche di agricoltura convenzionale anche in annate critiche dal punto di vista climatico.

Da questo progetto nasce il “Ramblè”: un Erbaluce di Caluso D.O.C.G. prodotto con le sole uve derivanti da questo appezzamento. Pur essendo già commercio, alla fine del processo di conversione del vigneto, questo vino porterà la sulla sua etichetta la scritta “Biologico”. L’approccio a questo tipo di agricoltura rappresenta un grande passo per un’azienda storica come la Nostra, sempre in evoluzione, con una grande attenzione al territorio ed all’ambiente e sempre in fermento per la produzione e la valorizzazione dei grandi vini Canavesani.

Articolo a cura di Marco Godone