Passito? Della Cantina Sociale, grazie!

L’inizio della vendemmia porta sempre ad un momento importante, la raccolta dell’uva da destinarsi alla produzione del vino passito. Si scelgono i grappoli migliori, quelli spargoli, che durante l’estate hanno avuto un’esposizione costante al sole e che presentano un colore ambrato con riflessi rosati e che provengono dai vigneti migliori. Oltre a tutto questo per il viticoltore la raccolta di queste uve è una cosa ambiziosa a cui tiene particolarmente perchè sa, che quei grappoli, saranno utilizzati per produrre la bottiglia più importante, quella più pregiata. La ricerca del grappolo perfetto da posare nei plateau diventa maniacale, complessa e molto lunga. Si gira per tutte le vigne, con attenzione e pazienza; si cerca e si scruta e quando si trova, si taglia e si deposita un singolo strato di uva nelle cassette, come se si stesse poggiando un bicchiere di cristallo perchè quei grappoli dovranno rimanere lì fino a marzo. I quantitativi raccolti sono davvero limitati per ogni singolo socio perchè i grappoli con le caratteristiche perfette sono davvero pochi. Ma perchè una Cantina Sociale dovrebbe avere un valore aggiunto nella produzione di vino passito rispetto ad un singolo produttore che di norma, ha delle piccole superfici in zone limitate? Semplice, immaginate i 250 viticoltori della Cantina della Serra, sparsi su 22 comuni differenti che cercano i grappoli da passito nelle loro migliori vigne su di una superficie complessiva di circa 70 ettari. Ora sapete e fate le vostre scelte! 🙂

Stay tuned!

Articolo a cura di Marcello Borsetto